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Il giorno 21 Ottobre dello scorso anno,intitolavo un mio articolo (vedi archivio) : Lombardo cavaliere solitario .In tale scritto dipingevo la figura del presidente della nostra regione come,uno dei pochissimi leader in grado di scardinare gli assetti politici ed economici , non solo della Sicilia, ma della stessa nazione Italiana.
I recenti accadimenti mi hanno dato ragione.Ed è oper questo che torno sull’argomento . La posizione assunta dal governatore, il quale ha deciso di azzerare la sua giunta non solo è politicamente giusta,ma anche strategicamente opportuna e tatticamente ben orchestrata. Vediamo perché.
Al di là della semplice evidente considerazione che la giunta dimissionata da Lombardo era una formazione litigiosa e male assortita ,che esprimeva una politica di basso profilo ,assolutamente inadatta a rispondere in modo efficace agli annosi problemi della Sicilia,la presa di posizione del governatore cade nel pieno della kermesse elettorale per il rinnovo del parlamento europeo e fa esplodere le numerose contraddizioni che si sono sviluppato all’interno del PDL e non solo .
L’iniziativa di Lombardo è la risposta politica autonomistica siciliana allo strapotere non solo di Berlusconi ,il quale attaccato da più fronti con pesanti bordate vede incrinato il suo potere monolitico,ma anche di un certo modo di concepire il governo dello stato e delle sue articolazioni territoriali .
E’ questo il punto,occorre capire se l’era di Berlusconi volge al termine oppure no.
A partire dall’unificazione d’Italia ,il potere massonico (Mazzini Cavour Garibaldi,Bixio etc) si era impadronito del regno di Sicilia e delle sue immense ricchezze ,trasferendole al nord.
A quel tempo la Sicilia (1860) possedeva la seconda flotta al mondo dopo quella inglese(472 navi) ,nessun debito pubblico , riserve auree cospicue ed una fiscalità bassissima .Tali condizioni la rendevano una delle nazioni più prosperose al mondo. Lo stesso presidente del consiglio Francesco Saverio Nitti (masssone) ebbe a riconoscere che stava al Sud prima del 1860 la più grande ricchezza d’Italia.
Dopo la colossale espropriazione , il Sud Italia fu sconvolto da un formidabile processo emigrazione che lo portò a perdere tra il 1876 ed il 1914 circa 14.000.000 di uomini impoverendo ulteriormente di energie e di intelligenze quei un tempo felici territori .
Da quel momento la Sicilia e l’intero meridione non furono più in grado di rialzare la testa, né di opporsi efficacemente alle rapine perpetrate ai loro danni
Tutti i leader politici della Sicilia a partire dall’ unità d’Italia furono appartenenti a logge massoniche (F. Crispi, V. E. Orlando ) e si preoccuparono di spegnere nel sangue le insurrezioni popolari spacciandole come lotta al brigantaggio . Nel 1861 nell’ex regno delle due Sicilia si potevano contare: 1428 comuni insorti 9860 fucilati 10604 feriti 981 abitazioni date alle fiamme 13629 arrestati .
In seguito altri esponenti massonici si unirono ad uomini vicini alla mafia formando il blocco sociale che ha retto a lungo le sorti della Sicilia con il complice benevolo sguardo della chiesa cattolica .
L’iniziativa di Lombardo si innesta nel tentativo di rompere il perverso circolo vizioso instauratosi dopo l’unificazione d’Italia .
Ci riuscirà? Non so proprio . Ma gli va ascritto il merito di aver cercato di rompere squallidi mercimoni tra potere politico ed affarismo,rilanciando l’autonomia politica ed economica della Sicilia dai poteri forti.
E’ c’è di più. Sono convinto che nonostante sbandierati sondaggi che annunciano il raggiungimento di picchi di estrema popolarità ,l’era di Berlusconi ,stia per giungere al suo epilogo. Troppe contraddizioni al suo interno unite all’incapacità di gestire la crisi economica che avanza sempre più . E allora ?
L’iniziativa politica di Lombardo appare vincente (anche l’alleanza con LA DESTRA) ,e in senso di prospettiva l’UNICA strada politicamente praticabile per la nostra martoriata terra.
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