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Crisi economica, inflazione, recessione, scomparsa delle classi medie. E’ accaduto altre volte. E og

Il dominio di Roma era essenzialmente basato sulle conquiste militare. Così quando l'esercito non fu più in grado di fornire nuovi bottini di guerra, le casse dello stato rimasero irrimediabilmente a secco. Un mondo che sembrava ricco e potente, improvvisamente incominciò a frantumarsi.

In cinquant'anni dal 235 al 284 l'inflazione salì a livelli inauditi. E la moneta d'argento, su cui si basavano gli scambi, perse qualsiasi valore reale Ad ogni nuova emissione le monete d'argento,un tempo coniate con solido metallo , divenivano sempre più simili a monete di rame.

Le monete d'argento incominciarono così a deprezzarsi e quindi i cittadini incominciarono a preferire che i pagamenti avvenissero in oro o in prodotti naturali .

La situazione divenne via via drammatica e per una decina d'anni l'economia fu prevalentemente basata sul baratto . Le monete coniate nelle zecche imperiali erano così svilite che si ossidavano dopo pochi mesi, diventando scure e deformate. Gli stessi esattori imperiali non accettavano più le sue emissioni, neanche come pagamento delle imposte. Preferivano riscuotere quanto dovuto sotto forma di beni naturali Nessuno voleva più il “denarius” d'argento. Intanto le imposte straordinarie, che sarebbero dovute restare a carattere eccezionale, diventavano sempre più spesso delle imposte fisse . L’imperatore Aureliano (270-275) cominciò anche a produrre moneta in maniera più sofisticata, ma ancora per quasi mezzo secolo, le entrate dello stato e il pagamento dei soldati sarebbero stati fatti solamente in natura.

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Per pagare le imposte i piccoli e medi proprietari ricorrevano a prestiti, ma quando i debiti salivano troppo, erano costretti a vendere le loro terre. Da liberi proprietari diventavano affittuari.

Alcuni, preferivano affidarsi alla "protezione" di qualche potente.

Nel III secolo i grandi proprietari terrieri, soprattutto in Gallia, trasferirono la loro residenza dalle città, a rischio di saccheggio e tumulti, alle ville in campagna, fuori mano, protette da mura e milizia privata,mentre il basso popolo come operai, artigiani e commercianti si ammassava in città, soprattutto a Roma, dove ricevevano numerosi prodotti alimentari distribuiti gratuitamente o a basso prezzo.

A partire dal III secolo l’impero si divise sempre più marcatamente fra ricchi e poveri.

Mentre le classi dei proprietari di medio livello (i piccoli agricoltori) si impoverivano confluendo nella plebs urbana, dall'altra parte i militari e i funzionari addetti alla gestione dell'impero raggiungevano lo stesso livello di "importanza sociale" dei senatori: formando, cioè, un'unica classe sociale di «benestanti», chiamati dalla legge honestiores, basata sull’opulenza e livello gerarchico imperiale.

Nel corso del III secolo l'economia decadette velocemente: non solo i piccoli proprietari terrieri, ma anche i grandi e piccoli commercianti persero importanza, e Il predominio politica resterà in mano ai grandi proprietari terrieri. Rimasero solo due grandi categorie giuridiche :gli honestiores (di cui facevano già parte i vecchi senatori e cavalieri) e gli humiliores (commercianti, contadini, servi, schiavi).

La crisi dei piccoli e medi proprietari terrieri iniziata in seguito all'importazione di prodotti meno cari dall'estero e alla diffusione dei latifondisti schiavisti, si era aggravata irrimediabilmente. Ormai la situazione di impoverimento, l'alto grado di insicurezza, era nettamente aumentata. Il lavoro scarseggiava e nel III secolo accanto alla schiavitù antica comparve, spontaneamente,una categoria sociale che si svilupperà nella "servitù della gleba" medievale

Verranno stipulati dei veri e propri contratti scritti per stabilire il rapporto di dipendenza, chiamato patrocinato oppure, con termine celtico, vassallaggio. I latifondisti acquisirono sempre maggior potere, preoccupandosi di proteggere i contadini dallo Stato che voleva arruolarli e uomini per difendere il territorio.

Notate qualche differenza con quello che si sta verificando oggi all’alba del III millennio?

Io no, non c’è niente di nuovo sotto il sole.

 

 

Sigismondo Panvini

 

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