|
alcune considerazioni del lettore A. Toson |
|
Carissimo Sigismondo ho letto con molto interesse quanto da te scritto riguardo le due vie che conducono all'Uno. Ho sempre percepito l'inutilità di cadere nelle cose vane dell'esistenza terrena, ma chi comanda in questa realtà fa di tutto per non farci alzare la testa e ogni volta ci ricaccia nella nostra misera schiavitù quotidiana. Siamo immersi in una "parte" e la recitiamo in continuazione senza mai esserne stanchi ma fin troppo bene immedesimati. Se solo ci ponessimo la domanda fatidica: cosa porteremo con noi una volta che non saremo più? Il mio è un distacco sempre maggiore dalle cose della vita che sembrano così tanto avvolgere la maggioranza delle persone, il bisogno che arrivi l'agognata fine di quest'epoca di oscurità che ci stiamo portando avanti da troppo tempo in questa linea temporale così tanto martoriata. La fine dell'immenso inganno in cui siamo costretti a vivere e che non ci permette di esprimere la divinità che è in noi da sempre; noi esseri divini mutilati nella nostra essenza, privati del contatto con il divino in quanto frutto di manipolazioni intervenute agli albori della nostra civiltà odierna. Una massa di schiavi che dovevano essere dediti all'obbedienza degli dei che ci hanno dato quello che siamo, ma la scintilla è in noi e la portiamo dal luogo da cui proveniamo, anime che continuano a incarnarsi in questa realtà per portarla al risveglio, alla riattivazione di quanto è stato reso silente. Il vero uomo esiste e magari sta camminando tra di noi, è un essere totalmente consapevole e in stretto contatto con il divino. I nazisti lo cercarono tra le montagne del tibet, nelle foreste amazzoniche e ai poli, vale a dire laddove si celano le entrate nel mondo sotterraneo; è lì che dimora l'uomo vero in piena armonia con il creato, lì si è rifugiato dopo l'avvento dell'età del ferro. Ma siamo alla fine di questo tempo e si avvicina il giorno in cui le schiere dei popoli che abitano l'interno del nostro pianeta torneranno in superficie a decretare la fine e l'inizio di un nuovo tempo. Marceranno con alla testa colui che regge le sorti del nostro pianeta fin da quando si è formato, colui che è ben noto ai popoli orientali e che chiamano il Re del mondo, l'essere più antico ed evoluto della Terra. Riporterà il suo leggittimo dominio sull'umanità tutta con benevolenza ma anche con fermezza e sarà l'inizio di una nuova età dell'oro.
Con affetto sincero i miei auguri di serene festività
Andrea Toson
|