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La "condizione umana" è stata definita con parole diverse, ma sostanzialmente in modo analogo da varie tradizioni religiose. Giudaismo e Cristianesimo parlano di caduta, l'Islam evidenzia la ribellione dell'uomo come causa della perdita dello stato primordiale. il Taoismo valuta lo stato attuale in termini di disequilibrio o disarmonia. Il Vedanta pone l'accento sull'illusione, il buddhismo sull'ignoranza.
Questi stati interiori dell'uomo velano il Reale e,danno consistenza autonoma al mondo fenomenico nella dimensione materiale, fisica.
Volendo interpretare la condizione in cui ci troviamo in modo geometrico essa può venire raffigurata come un punto posto sulla circonferenza di un cerchio, il cui centro è il Principio Supremo, l'Assoluto, Dio.
Il male è costituito dall'allontanarsi dal Principio Supremo (tendenza tamasica, in termini indù)
Tale figurazione geometrica rappresenta l’incessante processo di periferizzazione della nostra esistenza, caratteristico dell'era moderna. Il cerchio, è simbolo di completezza, mentre la retta simbolo di allontanamento e separazione.
Nelle società antiche ,permeate dal sacro,oggi quasi scomparse l'uomo , era naturalmente attratto verso il Centro, e ciascuno era cosciente del suo stato esistenziale e aveva un preciso percorso da seguire arduo ma naturale .
Nell'era moderna, invece, tutto ciò si è affievolito.
Ma da dove nasce la tendenza verso la "separazione" e la fuga dal Centro, visto oggi come vincolo oppressivo e insopportabile, giogo di cui liberarsi.
In Occidente, il "male" viene riferito al Demonio. Satana nel Vangelo di Marco afferma : «Il mio nome è legione perché siamo molti» (Marco, 5, 1-10).
Dobbiamo pertanto chiederci se, in definitiva, Satana sia un ente esterno a noi, o costituisca uno stato di oscuramento, di buio interiore agitato da bramosie e desideri . Sono vere entrambe le cose :Il "male" è collocato nella dimensione animica, "sottile" dell'uomo,ed i demoni che ne conoscono le complesse funzioni deviano il percorso naturale umano interagendo con i processi cognitivi i ricordi e le sensazioni.
Il grande sufi Jalal-ud-Din Rumi ha affermato che bisogna uccidere l'io individuale, o anima («la più grande dei nostri nemici»), per far sì che il vero Sé, lo Spirito, sia la nostra unica guida (divenendo Signori di noi stessi).
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