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G. Romagnoli All’inizio fu un produttore cinematografico inglese. Mi confidò mentre passeggiavamo sul lungomare di Beirut: "Sai, ho comprato un pezzo di terra in Bolivia”. E che ci fai in Bolivia “mi trasferirò li fra qualche anno, prima dell’impatto” di quale impatto? “nel 2012 la Terra sarà colpita da un asteroide che la distruggerà quasi completamente, si salverà solo una piccolissima parte…” a quel punto avevo già capito: la Bolivia “esatto, sarà un caso ma in quella zona hanno comprato anche Murdoch e Berlusconi.”.
Poi ci fu un’amica, assolutamente razionale, che tuttavia si era appena sposata.Eravamo in auto quando le chiesi “e ora? Figli?” scosse la testa “lui non ne vuole, dice che non è il caso dato che il mondo finirà nel 2012” Bolivia inclusa?non capì la domanda.
La data comunque andava precisandosi. Adesso so anche l’ora: le 11 e 11. E molto di più:ho letto centinaia di pagine su internet e le 296 del libro di Lawrence Joseph Apocalisse 2012. Visto su youtube il video 2012, the end. E mi è venuto qualche dubbio.
Tutto comincia con le profezie Maya, già sento le obiezioni: con le profezie ci si fa il brodo di Nostradamus, e se i maya erano capaci di prevedere il futuro perché non hanno schivato la loro estinzione? Un destino è un destino, ad un certo punto ti ci devi arrendere. Le civiltà sono come le persone: se ne vanno sempre le migliori. Prima del check out, e dopo secoli di osservazioni gli astronomi maya conclusero che al solstizio d’inverno del 2012 (nel loro calendario detto del “computo lungo” il 13.0.0.0.0) la storia umana avrebbe svoltato. Verso qualche abisso. Poi non è mai stato chiaro se qualcuno si sarebbe salvato (in Bolivia presumo) o no. Nella profezia si mescolano catastrofe e rivelazione. Il momento si annuncia come pericoloso e al tempo stesso propizio. In sostanza è come annunciare a qualcuno che sta per avere un male raramente curabile:se ti salvi diventi migliore, sennò diventi un ricordo.
Il 21 dicembre 2012 ho appreso è una data astronomicamente eccezionale:si eclisserà il centro della Via Lattea, scomparirà il grembo da cui nascono le stelle. L’espressione ha un che di poeticamente ferale, ma non sembra rappresentare una minaccia. Se non per i Maya per le culture aborigene, per le mistiche orientali, per l’ I ching e per la bibbia. Persino la Bibbia? Codice genesi di Michael Drosnin, il libro che decifra “matematicamente" un futuro criptato nella scrittura sacra , dice che nel 2012 “una cometa annienterà la terra”. Drosnin è un profeta? Non, un giornalista. Quindi scrive sciocchezze? Può darsi. E sarà anche vero che in un testo scannerizzato si può trovare tutto e il suo contrario, però con i suoi calcoli stabilì che il premier israeliano Rabin sarebbe stato ucciso a Tel Aviv nel 1995. Lo mise in guardia, invano.
E qui arriviamo al punto. Perché da laico credo che i vaticini dei maya possano avverarsi facilmente nei film Apocalypto, ma non nella realtà. Che ogni cultura, e soprattutto religione, debba immaginarsi un gran finale, prima o poi, con o senza diluvi e pagelle. Ma la scienza, la nostra rassicurante scienza che ci vuole figli dell’evoluzione e non di una palla di fango e di una costola, la scienza che dice? Che il mondo finirà nel 2012, giorno più, giorno meno.
Riporto alcune considerazioni fin qui sparse e raccolte nel libro di Joseph: il sole sta impazzendo (in termini tecnici e non scherzo “fa la maionese”) la sua attività non era così tumultuosa sa 11mila anni e il prossimo picco sarà , ovviamente, nel 2012. Tempeste solari significa tempeste terrestri. Alle ultime corrisposero quaggiù agli uragani katrina, Rita e Wilma.
Le prossime saranno molto più potenti, il campo magnetico terrestre, principale difesa contro le dannose radiazioni solari, si sta indebolendo ha squarci grandi come l’Italia intera. Si annunzia un’inversione dei poli magnetici, che ridurrebbe la protezione a zero. Il supervulcano dello Yellowstone sta preparando la prossima eruzione. La sua intensità è prevista superiore a quella accaduta 74mila anni fa al lago Toba in Indonesia. Effetti:morì il 90% della popolazione mondiale (non ho controllato sei il 10% era in Bolivia).
Poi ci sono i fisici di Berkeley per cui l’asteroide che distrusse i dinosauri è addirittura in ritardo per un secondo giro.
Geofisici russi che prevedono un fatale impatto con una nube di energia.
Astronomi che avvertono: nel 2012 le stelle saranno nella stessa posizione in cui erano nell’anno in cui si inabissò Atlandide(9792°.c.).
E i sensitivi del gruppo Alert123, fin qui inesorabili nel prevedere i terremoti, indicano lo stesso numero su cui puntare: 2012. I giochi saranno fatti, niente va più.
Per una volta qualche fede e molta scienza vanno d’accordo.
Poi inevitabilmente cercano di curare l’angoscia che hanno creato dicendo che ogni fine è un inizio e in realtà proprio a quello si riferivano le profezie:a un grande cambiamento, che avverrà comunque sulle ceneri di un vulcano.
Ogni vita, anche quella sulla Terra muore ogni giorno. Una generazione dovrà pur assistere alla sua fine, che sia la nostra o la prossima non fa poi molta differenza. Ma se davvero Berlusconi ha comprato un pezzo di terra in Bolivia, comincerei a preparare la valigia.
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