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di Tiziana Arnone
Sigismondo Arquer - letterato meritevole di avere per primo trattato sistematicamente della Sardegna da un punto di vista storico e geografico - nel 1571 fu arso vivo tra le fiamme della purificazione della Santa Inquisizione.
Formalmente perché accusato di essere luterano. Sigismondo Panvini è dottore commercialista e scrittore palermitano “disponibile ad incontri, seminari, conferenze, dibattiti, collaborazioni giornalistiche, docenze, consulenze” e può essere contattato all’indirizzo:
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per avere terribili rassicurazioni sulla fine del mondo.
In un suo libro del 2006, dal titolo Il tempo della fine, codice Arquer, edito da Punto d’Incontro, rivela che la fine del mondo è scritta addirittura nella Bibbia. Alcuni anni fa, mentre ravanava presso l’archivio storico di Palermo ha scoperto un librino firmato O. Panvinius. Incanto degli incanti il librino si è rivelato essere la cronaca di un colloquio avvenuto tra Sigismondo Arquer e Onofrio Panvinius a Toledo.
Sembra che Onofrio abbia raccolto le confessioni di Arquer stando alle quali “la civiltà che aveva popolato la terra prima dell’inizio della storia era stata in grado di elaborare conoscenze matematiche e astronomiche capaci di calcolare con precisione terribili eventi cataclismatici che si ripetono ciclicamente”.
Non solo, ma “le conoscenze dell’evoluta civiltà scomparsa furono trasfigurate in una primitiva religione stellare e, col passar del tempo, il segreto sapere fu messo per iscritto in modo criptico nel più famoso testo dell’antichità, la Bibbia, un libro di rara bellezza, ma anche un codice matematico e astronomico e sociale di precisione assoluta.
Attratto dalle prodigiose rivelazioni di Arquer, l’autore si mette al lavoro per trovare convalide a quelle scoperte stupefacenti. La ricerca lo porta alla conclusione che la direzione, l’andamento, la velocità e il ritmo dei moti cosmici riverberano significative conseguenze per la vita dell’uomo e in particolare della società.
L’obiettivo è la perpetuazione di una razza che ha attraversato le epoche e che non si è mai estinta. Questa élite sta portando a compimento un piano meticolosamente progettato da millenni e il progetto prevede anche un vasto piano per ottenere una drastica riduzione della popolazione del pianeta che sta per essere attuato ai giorni nostri, in preparazione di un nuovo ordine mondiale”.
Panvini, conclusione, tradisce e ferisce le nostre certezze sulla data fatidica del 21 12 2012, come prevista dai Maya. Panvini smetisce il nostro estro da tentatori della sorte giocando il trittico numerico all’enalotto o al Win for Life. Panvini, per favore, dacci la data. Così ce la rigiochiamo. Fosse che fosse 12 mila, dalle tribù che quelli che testimoniano geova traggono la certezza della limitatezza dei posti in Paradiso?
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